Gli uomini a cui piaccio e quelli che mi piacciono.

Mentre stavo tornando a casa, sono scappata da uno degli uomini a cui piaccio ( “Ciao, scusa sono di fretta, ciao, scusa.”), e ho cominciato a pensare all’abisso che separa quei tipi noiosi, che studiano storia o filosofia, che si lavano i capelli due volte l’anno (ammesso che non siano calvi, of course) e quelli che mi piacciono, quelli che passano metà della loro vita in palestra e l’altra metà con la fidanzata più bionda di me.

Com’è possibile che due generi di persone così tanto differenti abbiano in comune me?

E così, ho cominciato a pensare agli uomini che sono entrati, e anche usciti, dalla mia vita nell’ultimo anno:

A gennaio c’era uno psicopatico. Uno psicopatico di quelli veri. Mandami-una-foto-ogni-volta-che-stai-per-uscire-di-casa. E dopo un po’ si è scoperto che lui conviveva con Giulia-ma-se-tu-vieni-a-vivere-con-me-la-lascio. Au revoir.

A febbraio non ricordo, ma probabilmente stavo male per quello di gennaio.

Marzo? Ah si, a marzo c’era il brasiliano. Avete presenti tutte le leggende metropolitane sui brasiliani? Ecco. Lui le ha distrutte tutte in una settimana e mezzo. Mi lasciava bigliettini pieni di cuoricini e frasettine da bacio perugina sparsi per casa, non voleva venire a letto con me perchè era troppo presto (ma quando è venuto mentre mi toccava, senza che io facessi niente, ho benedetto quel dio, in cui nemmeno credo, per avermi salvata). Finì tutto perchè dieci giorni erano troppo pochi per finire a letto ma non troppo pochi per presentarmi alla gente come la sua ragazza e per lasciare uno spazzolino nel mio bagno. No. E poi era così sdolcinato da farmi sentire troppo cinica. E, considerando che ora il tipo in questione sta per diventare padre….direi che sono scappata abbastanza in fretta per proteggere la mia futura esistenza!

Aprile, aprile, aprile. Non mi viene in mente niente. Ah! C’era stato un mezzo ritorno di fiamma con un ex del liceo. Fidanzatissimo anche lui, ma almeno non me lo nascondeva.

Maggio, nessuno. Avevo troppi esami da dare e troppo poco tempo da dedicare a qualcuno che non fosse diventato un padre fondatore dell’antropologia statunitense.

A giugno c’è stato un avvocato dodici anni più grande di me. E’ durata ancora meno che con il brasiliano: alla terza sera mi propose di andare in un locale di scambisti. E quando ho rifiutato, ovviamente, mi ha detto che sono una bambina. Au revoir pure a te!

A luglio c’era troppo caldo anche per pensare.

Agosto: tragedia delle tragedie. Altro ex. Ex storico. Quello dei pianti infiniti. Due bellissime settimane d’amore. Poi, classica telefonata  da non-me-la-sento-di-stare-con-te. Ma alla terza volta ci ero abituata, quindi niente, amen.

A settembre, ovviamente stavo male per quello che era successo ad agosto e ad ottobre prendo una botta terribile per un uomo così ossessionato dal suo aspetto che non saprà nemmeno di che colore ho gli occhi. Uno che mi scrive nel cuore della notte ma non risponde in pieno giorno.

Cosa pensare ad un mese dalla fine dell’anno? Che ognuno di questi uomini non ha niente a che fare con l’altro. Se s’incontrassero tra di loro non ci crederebbero che sono stata anche con l’altro. Del resto uno potrebbe rubarmi i leggins, l’altro il vibratore e quell’altro ancora il mascara.

Forse, la psicopatica sono io. Alla fine ognuno di loro ha delle psicosi diverse, ma hanno tutti in comune me. E quindi sono invisibilmente legati anche al tipo noiosissimo che mi ha fermata mentre correvo affamata verso casa.

Tipo che non saprà mai, che per colpa sua o della fame, ora è legato a qualche sconosciuto.

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6 pensieri su “Gli uomini a cui piaccio e quelli che mi piacciono.

  1. leggere il tuo post mi ha fatto sentire meglio, dunque non sono solo io a incontrare casi umani, dunque non sono solo io a scoprire che esiste un’altra ed è più bionda di me..beh che dire…sti maschi sono prevedibili…. hai tutta la mia solidarietà…tu pensa che uno dei miei ex, dopo essere stato beccato con un’altra, ha avuto il becero coraggio di chiedermi di rimanere amici, e al mio rifiuto ha esclamato: ” ah. ok…allora vado a mangiare una fetta di torta”, con tanto di faccina triste. Io speso che gli sia andata di traverso….non so se sia successo perchè non l’ho più sentito :-p

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